La sala storica del Castello di Miramare
Cesare Dell'Acqua, convocato da Massimiliano d'Austria già nel
luglio 1857 per riprendere la propria cerimonia di nozze con Carlotta
del Belgio, fu coinvolto nell'esecuzione di una serie di dipinti per
una sala del Castello di Miramare già progettata da tempo dall'arciduca.
La sala doveva rievocare eventi storicamente memorabili avvenuti nella
località di Miramare, sul promontorio di Grignano. A tale scopo,
lo storico triestino Pietro Kandler fu incaricato di ricostruire la
storia del sito dall'antichità. Dopo aver scelto i soggetti,
egli fornì al pittore le indicazioni storiche per consentirgli
di predisporre i primi bozzetti da sottoporre all'arciduca e ideò le
epigrafi in latino poi intagliate nelle cornici di ciascun dipinto
della sala.

In occasione del suo matrimonio, Massimiliano commissionò a
Bruxelles i primi due dipinti al Dell'Acqua, l'uno riferibile ad un
fatto storico documentato legato all'imperatore Leopoldo, l'altro a
una rievocazione d'età romana che vide protagonista Livia, la
moglie di Augusto.
Dopo la consegna del secondo dipinto avvenuta nel 1858, non si registrarono
altri incarichi. Di conseguenza le commissioni delle altre tele furono
ordinate in seguito.
Nel 1863, in occasione della proclamazione a imperatore del Messico,
Massimiliano chiamò il pittore Dell'Acqua che da Bruxelles giunse
a Miramare per raffigurare la Deputazione messicana giunta al castello
per incoronare l'arciduca.
Massimiliano desiderò completare il ciclo pittorico della sala.
Nel 1864 l'elenco delle opere da eseguire fu completato. Le tele dovevano
raffigurare l'arrivo dell'imperatrice Elisabetta a Miramare dopo la
fuga a Madeira nel 1861, la partenza di Carlotta e Massimiliano per
il Messico, l'apoteosi di Massimiliano da collocarsi nel soffitto e,
infine, il passaggio della nave degli Argonauti, primo soggetto in
ordine cronologico nel programma iconografico ideato per la sala.
Quest'ultimo dipinto giunse a destinazione nel 1868. La collocazione
delle tele alle pareti rispecchiò la sistemazione voluta da Massimiliano
che era tragicamente scomparso già l'anno precedente.
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